Accordo UE Mercosur: Nuove Opportunità per il Vino Italiano

da TGE Staff | 08-05-2026

Accordo UE Mercosur: Nuove Opportunità per il Vino Italiano

L’accordo commerciale UE Mercosur, entrato in vigore in forma provvisoria dal 1° maggio 2026, apre una finestra di crescita significativa per la filiera del vino italiano ed europeo verso un mercato di oltre 260 milioni di consumatori tra Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay.

Benefici principali per la filiera del vino

Riduzione progressiva dei dazi: L’accordo prevede la graduale eliminazione dei dazi sulle esportazioni dell’UE verso il Mercosur (oltre il 90% delle merci), con tagli già dal primo anno e azzeramento completo entro circa otto anni. Per il vino europeo, ciò significa minori barriere tariffarie e una maggiore competitività rispetto ai vini extra-UE già presenti sui mercati sudamericani.

Quote e formati favorevoli al vino in bottiglia: Il testo dell’accordo esclude il commercio di vino sfuso, mosto e succo d’uva, consentendo l’importazione solo in formato massimo da 5 litri. In questo modo si tutela la qualità e l’immagine del vino italiano. Inoltre, sono previste quote di importazione per regolare i flussi e mitigare l’impatto competitivo sui produttori locali, riducendo il rischio di dumping e prezzi anomali.

Protezione delle Indicazioni Geografiche (IG): Il Mercosur riconosce e tutela ben 344 IG europee, di cui 145 relative al vino (tra cui Prosecco e altre denominazioni italiane ed europee), impedendo l’uso improprio dei nomi di origine locale. Questo rafforza la capacità di distinguere il vino “made in Italy” dai prodotti imitativi e contribuisce alla costruzione di brand premium sui mercati sudamericani.

Regole di scambio e tutela equilibrate: Il capitolo “Vini e spirits” introduce regole condivise su pratiche enologiche, etichettatura e certificazione, favorendo la trasparenza e la condivisione di standard di qualità. Clausole di salvaguardia più stringenti (soglia di calo dei prezzi scesa al 5% e meccanismi di allerta) tutelano la filiera europea da flussi di import che possano compromettere la sostenibilità produttiva.

Nuovi sbocchi per il vino italiano: Il Brasile, in particolare, è l’unico grande Paese extra-UE che ha chiuso il 2025 con una crescita in valore delle importazioni di vino italiano, e l’accordo ne amplifica ulteriormente la portata.